16.5.2004:

La mattina è già inoltrata e a Chamonix il sole primaverile si fa sentire.
Siamo tutti impazienti di prendere velocemente quota con la cabinovia dell’Aguille du Midi, tanto che nessuno di noi fa caso a quei grossi cavi d’acciaio penzolanti, che si afflosciano per terra a pochi metri dalla nostra auto. Un attimo dopo veniamo allegramente informati che la funivia è fuori servizio per un problema tecnico. “Vous pouvez monter a pied…”.
Alternative non ce ne sono, ma va bene così. Carichiamo tutto sui sacchi e ci incamminiamo lungo il sentiero che ci porterà qualche centinaio di metri a destra dalla stazione intermedia del Plan de l’Aguille.
Qui finalmente incontriamo le prime nevi e la salita assume il giusto carattere sci/snowboard-alpinistico. Proseguiamo il tracciato tradizionale che attraverso il ghiacciao des Bossons conduce alla Jonction. La traccia è molto evidente e raggiungere il rifugio dei Grands Mulets non riserva nessun problema.

17.5.2004:

Ci alziamo prestissimo nel cuore della notte e poco dopo le due stiamo già risalendo i pendii che sovrastano i Grands Mulets.
Inavvertitamente ci spostiamo subito troppo sulla sinistra e così prima di arrivare al Petit Plateau siamo costretti ad affrontare un impegnativo e ripido pendio, la cui base termina in una trafila di seracchi. I rampanti della splitboard fanno molta fatica a mordere nel ghiaccio vivo e solo sulla via del ritorno e alla luce del sole constateremo la pericolosità del nostro percorso.
Poi, passando sotto la cresta del Gouter, accediamo al Grand Plateau. Verso est le creste del Mont Blanc du Tacul e del Mont Maudit iniziano a rosseggiare e prima di arrivare al Vallot veniamo raggiunti dai primi raggi di sole. Il cielo è limpidissimo.
Lasciamo lo snowboard e gli sci vicino al bivacco (lungo la salita due Chamoniardi ci avevano assicurato che la discesa attraverso la parete nord non era praticabile). Con I ramponi ai piedi risaliamo la bella cresta delle Bosses che termina direttamente sul cupolone sommitale.
Poco dopo il nostro arrivo in vetta, la discesa dalla nord viene tracciata da alcuni scialpinisti. Le informazioni avute precedentemente si rivelano quindi inesatte ma oramai il nostro materiale si trova presso il Vallot… sarà per la prossima volta!
Riscendiamo la cresta e dopo una breve pausa ci prepariamo per la discesa. Un firn stupendo ci accompagnerà lungo tutto l’itinerario.